Ex Novo Musica 2009

Omaggio a Salvatore Sciarrino. Il tema dell'ascolto

Venezia Teatro La Fenice, Sale Apollinee
Martedì 17 Novembre 2009 - 19:00
 

 

Salvatore Sciarrino

in cooproduzione con

Università Ca’ Foscari di Venezia, Facoltà di Lettere e Filosofia,Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

 


ore 9.00

Università Ca’ Foscari di Venezia, Facoltà di Lettere e Filosofia, sede di San Sebastiano

E ascolta....! quando la musica cerca il silenzio

Incontro di studio con il compositore Salvatore Sciarrino, lo psichiatra Pietro Bria il Professor Sandro Cappelletto (docente di “Produzione, ricezione e consumo della musica” nell’ambito del Corso di Laurea in “Economia e gestione delle arti e delle attività culturali”)

 

ore 12.00

Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia

Anteprima del concerto serale con musiche di J.S. Bach e S. Sciarrino

Ex Novo Ensemble di Venezia

 

ore 19.00

Gran Teatro La Fenice, Sale Apollinee, ore 19.00

Salvatore Sciarrino a colloquio con Pietro Bria, Sandro Cappelletto

 

ore 20.00, Concerto

 

Aldo Orvieto, pianoforte e celesta

 

Ex Novo Ensemble

Daniele Ruggieri, flauto, flauto in sol e flauto basso

Alessandro Baccini, oboe

Davide Teodoro, clarinetto e clarinetto basso

Andrea Bressan, fagotto

Carlo Lazari, violino

Mario Paladin, viola

Carlo Teodoro, violoncello

 

 

 

Programma concerto

Salvatore Sciarrino (1947)

 

Omaggio a Burri (1995), per violino, flauto in sol e clarinetto basso

 

Johann Sebastian Bach (1685-1750)/Salvatore Sciarrino

Adagio dalla Triosonata in La minore BWV 1029 per viola da gamba e cembalo obbligato,

trascrizione (2006) di Salvatore Sciarrino per flauti, viola e fagotto

 

Tre duetti con l’eco (2006), per flauto, viola, fagotto

 

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Adagio e Rondò K. 617 per flauto, oboe, viola, violoncello e celesta

 

Perduto in una città d’acque (1991), per pianoforte

 

Lo Spazio inverso (1985),per flauto, clarinetto, violino, violoncello e celesta

Dedicato all’Ex Novo Ensemble

 

Informazioni sulla rassegna

 

“Quando si sia pesato il sole sulla bilancia,

misurata la distanza dalla luna e disegnata

stella per stella la pianta dei sette cieli, resta

ancora da esplorare se stessi.

Chi può calcolare l'orbita della propria anima?

 

Oscar Wilde, De Profundis

 

 

 “Nella cruda luce a picco” della propria coscienza creatrice Salvatore Sciarrino, siciliano, ha inventato un linguaggio sonoro personale. In un costante maturare, “percorrere con occhi nuovi la strada ove abitiamo”  ha tenacemente spogliato la propria musica rendendola sempre più stilizzata ed essenziale “sin quasi a cancellarne il volto”. Così mostrando “che alla propria materia poteva rinunziare, ed ugualmente essere se stessa”. Audace indagatore di nuove tecniche strumentali Sciarrino ha consegnato al linguaggio contemporaneo molte  fascinazioni sonore. La sua musica “suona iper-reale in quanto particolarmente vicina al rumore; e perciò le tecniche di emissione necessarie per eseguirla, inutile nasconderlo, risultano eversive”.

 

Anima del suo tempo, Sciarrino ne racconta le contraddizioni di cui l’arte è spesso “testimone silenziosa e urlante”. “Prendiamo a esempio i quadri di Burri, in particolare le sue plastiche bruciate: come non sentirli propri alla carne umana, come non pensare ai forni crematori, al napalm, alle radiazioni?”. L’arte, per Sciarrino, non deve “ignorare il richiamo dell'irrazionale” anzi, illuminarci “sulla natura contraddittoria e complessa dell'uomo”. Afferma Philipp Roth: “Non cancellare la contraddizione, non negare la contraddizione, ma vedere dove, all'interno della contraddizione, si colloca lo straziato essere umano.” Migliorarsi - afferma Sciarrino - ciascuno deve volerlo, perché nasca già dentro sé il dialogo. Non abbiamo altre armi contro le seduzioni del banale, contro l'inaridirsi del sapere, il raffreddarsi del mondo.”

 

Perduto in una città d’acque ha impresso “il sorriso taciturno di Nono”, il parlare “attraverso il torpore della sua malattia”. Non un semplice “viaggio veneziano” e neppure un omaggio a Luigi Nono morente, ma piuttosto il “dilatato gocciare dei suoni”, il “rivolgersi della memoria, della percezione su di sé, mentre ci perdiamo, allorché riconosciamo e non riconosciamo”. Il cercare “la varietà inesauribile delle esperienze”, il “gettar via” ogni maschera, questo il cuore dell’affetto di Sciarrino per Luigi Nono, “maestro e fratello adolescente”. Prduto in una città d’acque, è dedicato ad Alvise Vidolin “con l’entusiasmo di una amicizia che mette radici”.

 

Oggi Perduto in una città d’acque, dedicato nel 1990 ad Alvise Vidolin “con l’entusiasmo di una amicizia che mette radici” ha forse ritrovato il prosieguo del suo cammino nella nuova opera che Salvatore Sciarrino ha voluto comporre sulle tracce degli antichi ricordi veneziani innestandovi una nuova polarità elettroacustica. Per seguire le orme di Philipp Roth “l'antagonismo è in questa polarità. Tenere in vita il particolare in un mondo che semplifica e generalizza: ecco dove comincia la lotta”. Per Sciarrino “i modelli del comportamento trasgressivo, anche se molti fingono di non vederli, stanno davanti a tutti e non son da poco, basti citare il più sconvolgente: Beethoven, un nostro contemporaneo, dalla sorte esiliato misteriosamente nel passato.

 

Lo spazio inverso, evoca una “melodia di vuoto”, “l’aura soltanto” di un lirismo che si è aggirato per anni. “La rarefazione è tale da emanare, ogni volta, uno spazio tutto proprio dove la composizione respira”. Le cesure, non più dissimulate, producono “impossibili dislivelli, violente cicatrici in primo piano”. Come afferma il pittore Strauch, in Gelo di Thomas Bernhard “le idee vengono da un regno che esse in realtà non abbandonano mai. Continuano a restare lì dentro, le idee: nel regno dei sogni. “Non esiste una sola idea che si spenga, che possa venir spenta. L’idea è reale e tale resta”.

 

“Una trascrizione non equivale al semplice trasloco delle note, quasi riversate meccanicamente dentro un altro organico. Mutare strumento, ce lo insegnano i Classici, vuol dire mutare scrittura, forma, tutto ciò insomma che dà la reale fisionomia sonora di un’opera”. Salvatore Sciarrino ama di Mozart il gioco segreto di comporre  una musica che “dissimuli uno sforzo costante, di oltrepassare continuamente i propri limiti. I limiti di uno sconfinato talento naturale”; sprofondare nel linguaggio della propria epoca per modificarne la sintassi dal di dentro, cioè imporre “un ordine diverso agli stessi elementi, agli elementi che usano tutti gli altri compositori”.

 

Narrare la propria musica è comunque per Sciarrino un’operazione interpretativa: “quell'inesauribile trascolorare che caratterizza un'interpretazione dall'altra rende vivo anche il rapporto personale che ci intrattiene con l'opera, fortunatamente”; questo breve testo, si potrebbe dunque considerare una tentativo di “ermeneutica di secondo livello”, in quanto collaziona, si spera fedelmente, le molte meravigliose parole (sempre citate tra virgolette) che Salvatore Sciarrino ha consegnato agli interpreti della sua musica.
(Aldo Orvieto)

 

Le citazioni sono tratte da: Salvatore Sciarrino, Carte da suono (1981-2001), Palermo/Roma, 2001, Edizioni Novecento/CIDIM.


Biglietti

Concerti presso il Teatro La Fenice, Sale Apollinee e la Fondazione Giorgio Cini:

Interi 15.00 €

Residenti a Venezia 10.00 €

Studenti e soci Tci 5.00 €

Biglietteria Vela: punti vendita e orari

Teatro La Fenice - tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 e un'ora prima dell'inizio degli spettacoli presso il Teatro

Fondazione Giorgio Cini - un'ora prima dell'inizio degli spettacoli.                   

Call Center 041 2424 - acquisto biglietti dalle 09.00 alle 18.00

P. Roma e  Ferrovia Gazebo - tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30

Lido S.M. Elisabetta - tutti i giorni dalle 9.00 alle 16.00

Mestre Vesta - via Cardinal Massaia dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 16.00 sabato dalle 08.30 alle 13.00

Dolo e Sottomarina - dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 18.30

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