danzedautunno 2009/2010

Tanzelarija a Danzedautunno

Venezia Teatro Fondamenta Nuove
Da Venerdì 27 a Sabato 28 Novembre 2009. Ore 21:00.
 
Ambra Senatore - Passo
La danza internazionale a sostegno della cooperazione e sviluppo

Serate dedicate al progetto per la sviluppo, la promozione e la sostenibilità della danza contemporanea, e della danza terapia in Bosnia Herzegovina.

con il sostegno di Banca Popolare Etica

In collaborazione con Nomad Dance Academy, Der Stazione in Des Mundo


Nell'ambito dell'iniziativa CRVENA LINIJA linea rossa di Tanzelarija (Sarajevo, BiH) - che coinvolge artisti, organizzazioni culturali, istituzioni operanti in Italia e nei Balcani con l'intento di creare una piattaforma di scambio, cooperazione e sviluppo internazionale attraverso la danza contemporanea e le arti performative - e a seguito della risposta ottenuta con la prima edizione del 2008, si è deciso di confermare la rassegna, all'interno di danzedautunno, che presenta il lavoro degli artisti e dei coreografi internazionali che, con il loro impegno e la loro collaborazione, sostengono le attività socio-culturali di Tanzelarija rivolte alla cooperazione e allo sviluppo, con una particolare attenzione per il mondo dell'infanzia e dei talenti emergenti il cui sviluppo professionale è penalizzato da situazioni sociali critiche.

Arteven, il Teatro Fondamenta Nuove e Banca Popolare Etica, hanno così promosso l'idea di riunire, nell'arco di due serate, tutti gli artisti che sostengono CRVENA LINIJA linea rossa e la colorano nel tempo.

Il programma delle due serate include gli ultimi progetti, le anteprime e le co-produzioni internazionali di alcuni dei principali interpreti della danza contemporanea europea attuale e ha lo scopo di condividere, in una occasione di incontro artistico irripetibile, i risultati delle diverse ricerche sul corpo, sul gesto e sul movimento approfondite dai singoli autori, in un palcoscenico che da sempre rende possibile l'abbattimento delle dogane internazionali e dei confini culturali.



Il programma delle due Serate


Venerdì 27 novembre

Ambra Senatore (Italia) | Passo

Lejla Muhic (Bosnia Herzegovina) e Ruta Nordmane (Lettonia)| Latino Drive - Confini Diamanti

Progetto J. S. O. (Italia - Bosnia Herzegovina) | Ja Sam Ovdje (per CRVENA LINIJAlinea rossa in collaborazione con Babelia & C.)

Aleksandar Georgiev (Macedonia) | Thereshol (in Progress D ) - Confini Diamanti


Sabato 28 novembre

Pathosformel (Italia) | VOLTA (per CRVENA LINIJAlinea rossa con il sostegno del progetto DE.MO./Muvin' up)

Paola Bianchi (Italia) | UNO

Chiara Frigo (Italia) | POST. Lavoro in divenire



Passo

progetto e coreografia | Ambra Senatore

con | Ambra Senatore e Caterina Basso

musiche | Brian Bellott e Zecchino d'oro

durata | 18 minuti


progetto vincitore del Premio Equilibrio 2009 della Fondazione Musica per Roma

forma breve di studio presentata al concorso


Passo è un lavoro centrato sulla confusione tra realtà e finzione, sul limite tra il dentro e il fuori dallo spettacolo, tra partitura e imprevisto. Giochiamo con la finzione teatrale e con la trasformazione inaspettata e continua del senso. L'inattesa deviazione del senso è parte fondante del gioco teatrale e, di fatto, anche la vita pone di fronte a un continuo trasformarsi del senso di quello che incontriamo, chiedendoci elasticità, capacità critica e allenamento al dubbio, alla messa in discussione. Con una danza dinamica e spezzata da cadute e riprese, da gestualità inattese, in Passo si alternano affermazioni apparentemente chiare e la loro messa in discussione: un sottile cambiamento svela un nuovo aspetto che sposta il senso dell'affermazione anche in direzioni molto distanti. Si nega la possibilità di un'univoca interpretazione, si lavora sul dubbio e sulla sorpresa, con una sottile ironia giocosa e, a tratti, tagliente.


Ambra Senatore è nata a Torino nel 1976, lavora nell'ambito del teatro e della danza in Italia e in Francia dal 1997. Si forma con Raffaella Giordano, Dominique Dupuy, Jean Cébron, Malou Ariaudo, Bll T.Jones, Ivan Wolf, Nigel Charnock, Karin Waehner, Michele Abbondanza, Antonella Bertoni e Roberto Castello. Nel 2001 frequenta l'Accademia Isola Danza di Venezia, diretta da Carloyin Carlson. Ha concluso un dottorato di ricerca sulla danza contemporanea in Italia e collabora all'insegnamento della storia della danza presso il DAMS di Torino e presso l'Università Statale di Milano - dove ha un assegno di ricerca. Ha pubblicato il libro La danza d'autore. Vent'ani di storia della danza in Italia, Utet, Torino, 2007. Ha collaborato con Jean Claude Gallotta, Georges Lavaudant, Giorgio Rossi, Raffaella Giordano, Marco Baliani. È parte della compagnia ALDES diretta da Roberto Castello e collabora come autrice con Antonio Tagliarini.



Latino Drive - Confini Diamanti

progetto e coreografia | Lejla Muhic

con | Lejla Muhic (BiH) e Ruta Nordmane (LV)

musiche | Lajko Felix

durata | 20 minuti


performance realizzata all'interno del percorso formativo Nomad Dance Academy 2009


Ma qualcosa è cambiato in me, mi impedisce di farlo. Un paio di scarpe rosse mi guarda, ammicca, mi chiede di danzare. Latino drive parla del mio passato, del mio percorso artistico incentrato sulla danza latino-americana, costretta in coreografie e costumi rigorosi, di cui le scarpe rappresentano l'emblema. Latino drive racconta del mio primo tentativo di uscire da forme coreografiche prestabilite, del radicale cambiamento subìto dal mio corpo una volta eliminate le scarpe da ballo.


Lejla Muhic è nata nel 1983 a Sarajevo, si forma nell'ambito della danza moderna e latino-americana. Partecipa a svariati spettacoli di teatro e danza moderna in Bosnia-Erzegovina in qualità di attrice, danzatrice, assistente alla regia ( Kulin Ban regia di Erol Kadi?, coreografie di Rijad Ljutovic; Sarajevo Waterdance regia di Nedzad ?am?i?, coreografie di Belma ?e?o). Collabora con Tanzelarija in vari programmi di movimento creativo per l'infanzia. Si avvicina alla danza contemporanea grazie al progetto di formazione Nomad Dance Academy, nel quale rappresenta la Bosnia-Erzegovina nel 2009.



Progetto Ja Sam Ovdje

Seconda apertura

Regoliamoci su come improvvisare o improvvisiamo su come regolarci


a cura di Ambra Senatore e CRVENA LINIJAlinea rossa/tanzelarija


Il progetto Ja Sam Ovdje nasce dal desiderio di aprire e condividere il processo di creazione e i momenti di studio preliminari ad una messa in scena. Muove dalla fiducia nel teatro come spazio di incontro e di scambio tra spettatori e attori, tra attori e attori, tra spettatori e spettatori; ci interessa che questo incontro abbia luogo non solo nell'accadere dello spettacolo ma anche durante il processo creativo. La prima tappa del progetto si è svolta a Sarajevo nell'agosto 2009 e si è conclusa con una prima apertura pubblica; per tanzelarija a Danze d'autunno la seconda apertura agli spettatori si struttura in un lavoro di improvvisazione intorno ad una serie di semplici regole che il gruppo ha individuato nel suo percorso di creazione. Al centro di questo percorso sono il corpo - inteso come manifestazione del nostro esistere e spugna della storia di ogni persona - e la relazione.




Thereshol (In Progress D ) - Confini Diamanti

concept | Aleksandar Georgiev

con | Aleksandar Georgiev (MK), Martina Nevestic (HR), Igor Koruga (SCG), Ruta Nordmane (LV)

durata | 30 minuti


performance realizzata all'interno del percorso formativo Nomad Dance Academy 2009


La performance esplora le possibilità creative generate sulla soglia del dolore e sulla sua tolleranza. Il meccanismo percettivo dell'infliggere e del subire dolore viene considerato come sorgente di movimento e come strumento per la creazione di immagini e sensazioni circoscritte alla durata dell'impatto con la sofferenza. L'idea è di giocare con la trasmissione di input fisici di scontro e urto, sublimando le percezioni ogni volta che vi appaia la forma di un significato. Il punto di partenza è la constatazione del fatto che, nel tempo, il rapporto con il contatto fisico e con il dolore possa essere denaturalizzato da meccanismi di autocontrollo e consapevolezza che lo inchiodano all'interno di sovrastrutture cognitive. Nel momento in cui viene assimilata come routine, il nostro meccanismo percettivo non stabilisce più un rapporto con la sofferenza contestuale, ma si ricollega alle tracce mnestiche della memoria, impedendoci di sperimentarla in modi nuovi e diversi.


Aleksandar Georgiev è nato nel 1985 a Skopje, Macedonia, vive a Sofia (Bulgaria) dal 2005 per frequentare la New Bulgarian University, dipartimento di Discipline Teatrali. Si forma nell'ambito della danza contemporanea con Christian Bakalov (Bulgaria/Francia), Liz Lia (UK), Milen Petrov (Bulgaria), Dusan Muric (Serbia), Tcveta Kassabova (Bulgaria/USA), Claire Filmon (Francia), Mila Iskrenova (Bulgaria), Fiona Millword (UK), Isabelle Schad (Germania), Yanael Plume (Francia)t, Jurij Konjar (Slovenia), Teodora Popova (Bulgaria). Partecipa alle performances Stranichni efekti (Side effect) di Kamen Donev, 2005; Baletna muzika za sint piano i dvama flubemi (Ballet music for piano and one couple in love) di Mila Iskrenova, 2007; The tower & Sergei di Anita Cvetkova e Jurij Konjar, 2008; Salt/Draught di Robet Tannion, 2008. Nel 2009 partecipa al progetto di formazione Nomad Dance Academy.



Volta

concept | Pathosformel

con | Paola Villani (IT) Lejla Muhic (BiH) e Aleksandar Georgiev (MK)

durata | 20 minuti


studio postumo realizzata per CRVENA LINIJAlinea rossa con il sostegno del progetto DE.MO./Movin'up


In uno spazio scuro, si alternano i corpi neri parzialmente coperti da un sottile strato di cera bianca, simulacro della carne e supporto unico della visibilità. Gli arti e i frammenti del corpo sono visibili unicamente nelle parti coperte di cera, mentre spariscono - nelle parti libere - agli occhi dello spettatore. Il corpo nasce, ricoprendosi d'improvviso del materiale che lo renderà visibile in scena; si muove, compiendo movimenti attraverso i quali gli arti sembrano riguadagnare valore singolarmente: pezzi di corpo che creano un ritmo scenico, pur mescolandosi nel faticoso tentativo di ricostituire continuamente un'anatomia nota. Seguendo traiettorie orbitali, i corpi attraversano la scena, alternando rivelazione e sparizione; s'incontrano dando luogo ad esseri nuovi, generati dalla somma degli arti comuni rimasti visibili. Al di là della continua metamorfosi a cui la visibilità del corpo è assoggettata, esiste una seconda trasformazione, di natura irreversibile. Attraverso il movimento la cera si sgretola, trasportando il corpo in una sparizione progressiva. Le scaglie abbandonano il corpo, si distaccano lentamente o esplodono in frammenti minuscoli. Allo sparire del corpo corrisponde così la nascita progressiva di una nuova galassia in terra: pezzi candidi disseminati sul palco fino a formare un nuovo firmamento di origine umana.

Sotto la guida di pathosformel due giovani danzatori provenienti dai Balcani hanno ricreato Volta attraverso una residenza di dieci giorni a Sarajevo. Il progetto è sostenuto dal progetto DE.MO. / Movin'up e da Centrale Fies.


Pathosformel nasce a Venezia nel 2004 riunendo elementi provenienti da differenti discipline, nell'intenzione di ripensare le priorità all'interno degli elementi che compongono una partitura performativa: lavoro sul corpo ed immagini, soluzioni.



Uno

di e con | Paola Bianchi

testi Giuseppe Genna - estratti da Italia De Profundis

elaborazione suono e voce Paola Bianchi

musica Fabio Barovero

disegno luci Paolo Pollo Rodighiero

foto Valentina Bianchi

produzione Agar

si ringrazia Istituzione musica teatro eventi - Comune di Rimini, Valentina Buldrini, Chiara Girolomini, Città di Ebla, veglie in volo

durata 20 minuti



produzione Agar

si ringrazia Istituzione musica teatro eventi - Comune di Rimini, Valentina Buldrini, Chiara Girolomini, Città di Ebla, veglie in volo



Scegliere la parte non spetta a te: ma recitare bene la persona che ti è stata assegnata, questo dipende da te.

Epitteto


UNO è un atto senza parole, senza soluzione, senza finale, senza partita.

uno si trova lì e dice: devo fare.

allora uno si siede.

uno cerca aria nella sua stanza d'ospedale.

uno si veste.

uno cerca una strada.

uno sparisce dietro una parrucca.

uno si sente vivo solo quando è camuffato.

uno prova con la forza.

uno si arrende.

uno parla.

uno potrebbe non rispondere.

uno potrebbe andarsene.

uno è unico e chiunque al tempo stesso.

che volto ha io '?


...la nuova identità senza persona fa valere l'illusione non di un'unità, ma di una moltiplicazione infinita delle maschere. nel punto in cui inchioda l'individuo a un'identità puramente biologica e asociale, essa gli promette di lasciargli assumere in internet tutte le maschere e tutte le seconde e terze vite possibili, nessuna delle quali potrà mai appartenergli in proprio.

(Giorgio Agamben)


All'interno delle nostre stanze virtuali cambiamo identità e umori misurandone l'effetto su spettatori da schermo - platea frammentata in singole unità.

Questa stanza decadente si colora ad hoc delle tinte necessariamente inutili di un'esistenza fasulla.

Qui non succede mai niente.

E in questa solitudine uno non è nemmeno in grado di ballare ...


Paola Bianchi si forma come danzatrice presso la scuola Bella Hutter di Torino. Dal 1980 al 1986 lavora nella compagnia di Anna Sagna. Dal 1986 lavora come coreografa indipendente. Nel 1994 costituisce la compagnia AGAR che nel 2005 viene trasformata in Associazione Agar. Collabora dal 2001 con Ivan Fantini, chef e titolare dell'Osteria con cucina Veglie in volo , producendo quattro eventi teatral-gastronomici, nel 2001 e 2002 con l'artista Marzia Migliora, nel 2003 come coreografa e interprete nella performance di video-installazione e danza Naspel con i film makers olandesi Paul e Menno De Nooijer. Dal 2002 realizza svariati progetti video in qualità di regista, coreografa e interpete. Nell'intento di promuovere la diffusione della danza e del teatro contemporaneo Paola Bianchi ha curato negli anni la direzione artistica di alcune rassegne e festival e numerosi laboratori di ricerca. Nel 2007 cura le coreografie dello spettacolo Business class con la regia di Barbara Klein, produzione del Kosmostheater di Vienna.



Post. Lavoro in divenire

ideazione e realizzazione | Chiara Frigo

musica | Random.Inc, Aphex Twin

disegno sonoro | Mauro Casappa

disegno luci | Moritz Zavian

durata | 20 minuti


Il lavoro, già ospitato a Montorso da BassanOperaFestival, continuerà il suo percorso all'interno di Choreoroam, un progetto europeo di residenze coreografiche che si sviluppa tra Italia, Inghilterra, Spagna, Olanda, Danimarca.


Dopo aver indagato la rapidità, continua la ricerca sui temi della leggerezza e della visibilità, nell'ambito delle sei conferenze per il nuovo millennio di Italo Calvino.


La mia operazione è stata il piu' delle volte una sottrazione di peso: ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città. In certi momenti mi sembrava che tutto il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione che non risparmiava nessun aspetto della vita. La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso .

(Italo Calvino, Lezioni Americane)


Chiara Frigo, danzatrice e performer, nasce a Verona nel 1975, città in cui inizia il suo percorso artistico. Si forma all'estero tra Parigi, Bruxelles ed Amsterdam approfondisce gli studi di teatro danza, release technique e contact improvisation. Partecipa a scambi culturali con l istituto Superiore Formazione Artisti di Debrecen ( Ungheria) e si esibisce al Teatro Nazionale di Plovdiv ( Bulgaria) come solista. Con il Solo Hornpipes creato da Laura Corradi vince il primo premio Andrea Palladio e il premio Castiglioncello ANLID.


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Area d'interesse: danzedautunno 2009/2010

Eventi realizzati in: Teatro Fondamenta Nuove