Il Teatro restituito

 
Venerdì 9 novembre 2007 è stato ufficialmente presentato il Teatro Toniolo nella sua nuova e prestigiosa veste. Nel Foyer del Teatro sono intervenuti il Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, l’Assessora comunale alla Produzione culturale, Luana Zanella, l’amministratore unico de Il Teatro Srl, Ezio Micelli. Erano altresì presenti il progettista del restauro, Giovanni Leone dello Studio di architettura Spazio Sud, la responsabile del Servizio Teatro e Spettacolo del Comune, Angela Fiorella e il rappresentante dell’impresa edile Camata, Aldo Drigo.

Il soffitto con la tempera di Alessandro Pomi
Come ha sottolineato Massimo Cacciari, «Questo è un giorno molto importante. Dopo la Fenice, il Toniolo è il più bel teatro che esista sia a Venezia che a Mestre e testimonia dell’attenzione e della considerazione che l'amministrazione comunale ha verso la terraferma. Terraferma di cui il Toniolo è culturalmente il simbolo più importante sia per il passato che per il futuro». Il sindaco ha pronunciato parole di stima e profondo apprezzamento per la grande qualità del restauro progettato da Giovanni Leone, esemplare nell’aver concepito un recupero che ha salvaguardato e valorizzato la struttura originaria del Teatro.


Alzando lo sguardo nel foyer si possono ammirare le decorazioni a tempera in buona parte recuperate, che conferiscono alla nuova modernità del suddetto spazio tutta l’eleganza art déco delle origini. Passato, presente e futuro convergono negli spazi e nelle soluzioni architettoniche adottate: dal prospetto della facciata all’ingresso, dalla sala al palcoscenico, dai camerini al foyer, dalle fondamenta al nuovo soffitto in cui brilla come un diamante incastonato la decorazione a tempera di Alessandro Pomi, riemersa alla luce durante il restauro del soffitto.


Lo stesso orgoglio e soddisfazione hanno contraddistinto l’intervento dell’Assessora alla Cultura Luana Zanella, che ha lodato «La maestria di un restauro che non annulla il segno precedente, esemplare anche nel non aver mai interrotto l’attività artistica del Teatro». Unitamente al sindaco ha auspicato che la qualità architettonica evidenziatasi con questo restauro possa rappresentare un modello per Venezia e Mestre, sottolineando come «Mestre senta il Toniolo come un pezzo di casa propria, l’unico e vero teatro della città».


Giovanni Leone
ha fatto di quest’ultima affermazione lo snodo concettuale del suo lavoro. Nell’ammodernamento strutturale del fabbricato – che versava in uno stato di forte vetustà e ritardo verso le moderne norme costruttive – ha mantenuto fermo il concetto di «Teatro come casa sia dei cittadini, sia dei professionisti che vi lavorano. Di qui il terminare della pavimentazione della piazzetta all’interno del teatro, quasi a suggerire una soluzione di continuità tra interno ed esterno, di città che è in teatro. Anche i camerini e i locali per gli addetti ai lavori sono stati concepiti e realizzati secondo funzionalità e comfort, senza trascurarne il profilo estetico». In questo senso vanno a collocarsi i vari simboli della storia del teatro sparsi per tutto il nuovo Toniolo, dai pannelli del Prometeo di Luigi Nono con il testo di Massimo Cacciari alle porte dei camerini, ognuna di colore diverso a ricordare la maschera di Arlecchino.
Toniolo, sala
La sala oggi

Il pieno restauro del teatro – di 2300 mq complessivi – si è articolato in sette anni ed ha richiesto investimenti per 7.700.000 euro. Oltre a tutte le parti interne, sono stati restaurati con tecnica di marmorino tradizionale i prospetti relativi a Via Ospedale di 568m, alla piazzetta antistante di 278m, alla corte di 368m e al corpo dei camerini di 250m. I lavori del settimo ed ultimo stralcio del restauro del Teatro hanno avuto inizio il 21 Marzo 2007 e sono terminati formalmente il 5 Novembre scorso. Realizzati senza incidere sulla programmazione teatrale, costituiscono il completamento di un intervento complessivo cominciato nel 2001, frutto della volontà di migliorare costantemente la qualità del servizio e di offrire alla comunità un Teatro moderno, pronto ad affrontare la sfida culturale di una città ambiziosa.



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