Oum

Mestre Centro Culturale Candiani
Sabato 18 Marzo 2017 - 21:00
 

 

Oum
Oum

Candiani Groove

 

 

Zarabi

Oum, voce
Damian Nueva / Maurizio Congiu, basso
Camille Passeri, tromba
Inor Sotolongo / Natascha Rogers, batteria
Yacir Rami, oud


 

Biglietti
Intero € 8

Ridotto € 5  

Ridotto speciale per i giovani fino ai 29 anni (posti limitati)  3 euro

auditorium quarto piano
Biglietti già in vendita alla biglietteria del Centro e online (ad esclusione del ridotto speciale) sui siti www.centroculturalecandiani.it e www.biglietto.it (diritto prevendita 1 euro)
*Riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, Associazione Caligola, studenti

 
 

Nata a Casablanca, solista in un coro gospel da adolescente e fan di Aretha Franklin, Oum unisce canti del Sahara e ritmi africani a musica soul e jazz per creare sonorità molto personali e attuali. Per la prima volta e in data unica per Italia, presenta il suo ultimo lavoro definito dalla critica “un album che ha l'effetto di un miraggio, speziato d'oriente, irradiato dal sole dell'Africa, irrigato dal blues del deserto”.

 

 

Al ritmo di un groove jazz-orientale

 

Zarabi, il suo ultimo album ha l’effetto di “un miraggio, speziato d’oriente, irradiato dal sole dell’Africa, irrigato dal blues del deserto”. Tra Oriente e Occidente, in modo sapiente e assolutamente personale, sa mescolare i canti del Sahara e i ritmi africani alla musica soul e jazz, senza tralasciare melodie che arrivano da più lontano, dal Brasile, Caraibi, India.

Con una voce dolce e potente allo stesso tempo, canta in varie lingue -inclusa quella nativa, la darija, il dialetto arabo parlato nel Maghreb- d’amore, speranza, libertà...

Bellissima in abiti e complicate acconciature tradizionali, stiamo parlando di Oum che sarà, in data unica per l’Italia, al Centro Culturale Candiani il 18 marzo. Oum è nata a Casablanca, ha trascorso la sua infanzia a Marrakech, ha studiato architettura a Rabat. E’ entrata nel mondo della musica dal soul, il jazz e il gospel, ma le sue origini non potevano che condurla al deserto, luogo di sintesi tra le sue origini e il suo percorso artistico.

E’ infatti all’oasi di M’hamid El Ghizlane – la porta sul deserto del Sahara- dove, all’aperto, ha registrato o meglio “tessuto” Tappeti (traduzione in italiano di Zarabi) in un doppio gioco di sensi, dedicato alle donne di Taragalte che tessono tappeti ispirati ai vecchi abbigliamenti.

Ed è proprio a Taragalte dove lei ritorna ogni anno come madrina del festival sotto le stelle dedicato alle culture e ai popoli nomadi. A Taragalte è intitolato il brano dal titolo omonimo del penultimo lavoro, Soul of Morocco, il video ha superato i tre milioni di visualizzazioni su youtube, con il quale ci “invita ad unirci a loro, alle porte del Sahara, ad ascoltare la musica della pace, amore, semplicità, complicità… ad unirci alla sua gente, in un’oasi di cultura, luogo di pace e sogni, luogo dell’anima e del mistero...”

Elisabetta Da Lio

 


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