Architetture per i corpi

Mestre Centro Culturale Candiani
da Venerdì 10 Marzo 2017 a Lunedì 17 Aprile 2017
 

    Costume di Sonia Biacchi - Foto di Giorgio Bombieri ©
Costume di Sonia Biacchi - Foto di Giorgio Bombieri ©

I costumi di Sonia Biacchi

tra visionarietà e maestria di un artigiano



Informazioni

orario: dal mercoledì alla domenica dalle ore 16.00 alle 20.00
apertura straordinaria lunedì 17 aprile
Sala espositiva Paolo Costantini
ingresso libero



Nell'occasione di Marzo Donna, l'idea è di rendere omaggio a una importante figura femminile di rilievo internazionale, che vive e lavora a Venezia conducendo la sua ricerca sull’arte contemporanea nelle varie forme in cui essa si esprime.
 

Figlia di un artista, Sonia Biacchi vive le esperienze sperimentali e contestatarie degli anni Settanta, gli anni delle “azioni performative”. Tra il 1973 e il 1982 dirige un gruppo di animazione che si occupa di progetti interattivi negli ospedali psichiatrici, prigioni e scuole.  Nel 1973, le viene assegnato il compito di organizzare il Parco della Fantasia a Venezia, un “luogo” dove inventare storie e dove fare esperienza in campo artistico, laboratoriale e teatrale. Nel 1982 fonda il C.T.R. (Centro Teatrale di Ricerca), che si contraddistingue come “teatro d'immagine o di figura”.
 

La sua passione per l’oggetto e la forma e la sua continua ricerca espressiva sono segnati da un elemento di rottura quando si cimenta nella ricostruzione dei costumi del Balleto Triadico di Oskar Schlemmer, nel 1984, che la porta sempre più verso un concetto di teatro danza svincolato da necessità narrative. A chi le chiede quali forme artistiche e quali maestri abbiano influenzato il suo percorso, Sonia Biacchi risponde: “Oskar Schlemmer, Alberto Viani, Alexander Calder, Santiago Calatrava, la cultura orientale nelle sue varie espressioni…”.
In mostra una selezione dei costumi creati da Sonia Biacchi, frutto della visionarietà di un artista e la maestria di un artigiano, le fotografie di Fulvio Roiter, Kristine Thiemann, Giorgio Bombieri, Akiko Mijake, Franco Trombetti e una serie di filmati. Precede l'inaugurazione lo spettacolo Present. In programma anche la presentazione del libro Sonia Biacchi. Architetture per i corpi, Marsilio, 2015 (24 marzo) e un seminario di danza (1 e 2 aprile).
Elisabetta Da Lio

 
 
LA COSTRUZIONE DELLE FORME DANZANTI

TESSUTI TECNICI, PLISSETTATURE E STECCHE DI BALENA: LA COSTRUZIONE DELLE FORME DANZANTI

I costumi realizzati da Sonia Biacchi nascono dall'equilibrio tra la visionarietà di un artista e la maestria di un artigiano.
Sono piccole e raffinate architetture che si animano grazie ai movimenti dei danzatori, e questo disegnare lo spazio crea la magia dello spettacolo che non ha bisogno di scenografia, non necessita di testi ma solo di luci e di suoni che sottolineano e amplificano i movimenti. I costumi sono essi stessi scenografia, non è un caso infatti se in molti lavori ideati da Sonia Biacchi indossarli è parte integrante della rappresentazione, è una sorta di cerimonia rituale della vestizione che svela al pubblico il passaggio dall'indistinto delle loro forme poggiate a terra o appese nello spazio con cavi invisibili all'inizio dello spettacolo, alla loro forma compiuta, animata attraverso il soffio della vita che il danzatore gli infonde.
Costume+Danzatore. Danzatore+Costume. E' questo il nucleo potente che crea la drammaturgia dello spettacolo.
Nei lavori di Sonia l'eco di Oskar Schlemmer - “eletto come mio maestro”, come essa stessa dice – è evidente, ma mentre nel maestro Bauhaus la chiave poetica è quella del rigore grafico e della trasformazione dei ballerini in forme geometriche che si muovono a mo' di raffinati automi, i costumi della Biacchi incoraggiano ed esaltano la fluidità, la reclamano, ne manifestano l'urgenza. Nonostante la lentezza dei gesti dei danzatori ogni fissità è bandita, non vi è traccia di meccanicità ma prevale la pienezza della vita comunicata attraverso i corpi, a loro volta esaltati dai costumi.
Ed è proprio il rapporto tra i costumi e lo spazio quello che mi preme in questa sede evidenziare, un rapporto che implica anche il rigoroso controllo tecnico sui materiali e sulle lavorazioni con le quali essi sono realizzati. In assenza di tale artigiana maestria nulla sarebbe possibile, l'ingombro dei tessuti, dei copricapo, degli accessori, sarebbe da ostacolo ai movimenti di chi li indossa invece che essere i mezzi per esaltarli, in un rapporto di reciproca risonanza che tutto dilata, che tutto amplifica. Complici i colori assoluti, dai quali ogni sfumatura è bandita.
Sonia progetta i costumi e li realizza con le sue mani: è una designer raffinata e un'abile sarta. Cerca, sperimenta, prova nuovi materiali; opera con semplicità un continuo transfert
tecnologico che le consente di impiegare nelle sue creazioni materiali e semilavorati provenienti dai settori più diversi: vele di imbarcazioni; guarnizioni, stecche di balena, cartapesta, polimeri sintetici, pelli, tessuti naturali … che poi taglia, cuce, plissetta, scalda, manipola, arriccia, tinge…
la meraviglia che i suoi costumi suscitano deriva da questo continuo lavoro di ricerca guidato da una sensibilità esasperata e dolente al servizio delle emozioni che desidera suscitare nel pubblico. Un ruolo da protagonista è riservato alla luce, allo spazio e ai suoni che sono usati al pari di materiali fisici, con una loro pesantezza, un loro volume, un loro tempo.
Governare l'immateriale come se fosse materiale, governare il materiale come se fosse immateriale. Questa, a ben guardare, è la magia alla base degli spettacoli di Sonia Biacchi, narratrice di visioni potenti.

Cecilia Cecchini

 


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