Attorno a Tiziano

Mestre Centro Culturale Candiani
da Venerdì 14 Aprile 2017 a Domenica 2 Luglio 2017
 

Locandina
Locandina

L'annuncio e la luce verso il contemporaneo. Garofalo, Canova, Fontana, Flavin

 

Cortocircuito – Dialogo tra i secoli


 

Centro Culturale Candiani
Fondazione Musei Civici Venezia
orari: dalle 10.00 alle 19.00
La biglietteria chiude mezz'ora prima
Chiuso il lunedì

Aperture straordinarie: 16 e 17 aprile dalle 16.00 alle 22.00
25 aprile,1 maggio e  2 giugno

sala espositiva secondo piano
Biglietti Intero: euro 5 / Ridotto: euro 3

 

 

Buio e luce, sacralità e spiritualità, antico e contemporaneo in un viaggio nel tempo all’insegna della vitalità dell’arte e della cultura: dopo il successo della mostra dedicata a Klimt e alla sua Giuditta II, prosegue al Centro Candiani di Mestre il progetto Cortocircuito – Dialogo tra i secoli, percorso tra i capolavori dell’arte antica e le icone dell’arte contemporanea, con la mostra Attorno a Tiziano, l’annuncio e la luce verso il contemporaneo. L’importante iniziativa culturale, che valorizza il patrimonio dei Musei Civici, accanto ad alcune straordinarie opere provenienti da collezioni private e dalle più importanti istituzioni veneziane, è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, l’assessore al Turismo, Paola Mar, la presidente della Commissione consiliare cultura, Giorgia Pea, insieme alla Direttrice della Fondazione Muve, Gabriella Belli, Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’arte della Fondazione Giorgio Cini, Demetrio Sonaglioni e Agnese Chiari in rappresentanza della Scuola Grande di San Rocco.
 
“Ringrazio la Scuola Grande di San Rocco, uno dei luoghi più spettacolari di Venezia, e tutte le istituzioni e i privati che hanno collaborato alla realizzazione di questa straordinaria operazione culturale per la loro disponibilità a contribuire al rilancio della nostra città – ha sottolineato il primo cittadino. La grande ricchezza che una persona può portare in questo momento storico è darsi da fare. La cultura, intesa come elemento di educazione e di crescita economica, deve avvicinarsi ai cittadini. Ecco allora perché è importante portare questo tipo di esperienze vicino alle persone, per far sentire la famiglia al centro delle nostre decisioni e creare occasioni di promozione. È anche per questo che abbiamo deciso che il giorno di Pasqua sarà possibile visitare la mostra gratuitamente”. L’assessore al Turismo, Paola Mar, ha aggiunto che in questi giorni verranno distribuiti ai commercianti del centro di Mestre dei coupon attraverso i quali i clienti potranno visitare l’esposizione a prezzo ridotto. “Questa mostra – ha precisato inoltre Mar – rafforza i concetti di legame e rete 'tra Stato da Tera e Stato da Mar', tra Istituzioni culturali, tra cultura e turismo come motore economico di una città”.
Particolare soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente della Commissione cultura Pea, che ha sottolineato come il pragmatismo e l’impegno possano talvolta sfondare dei muri che prima sembravano invalicabili. "Mestre - ha detto Pea - sta dimostrando di essere una cittadina in grado di accogliere e condividere la grandissima offerta culturale di Venezia”.
 
Al centro della mostra - curata da Gabriella Belli e Luca Massimo Barbero - il tema dell’Annunciazione, uno dei soggetti più indagati nella storia dell’arte, e non solo sacra, di volta in volta adattato al gusto e allo stile delle diverse epoche. L’esposizione, allestita da Pier Luigi Pizzi, ripercorre la vicenda iconografica di questo complesso tema in un dialogo tra passato e presente fatto di cortocircuiti visivi ed emozionali attraverso i quali il visitatore viene portato alla scoperta.
 
È il Mercurio alato, Hermes, la preziosa scultura del Giambologna (XVI sec.) proveniente dalle collezioni della Galleria Franchetti, che invita ad entrare nella mostra. Si prosegue con le fonti più antiche come i preziosissimi fogli miniati e testimonianze rarissime, che vanno dall’Antifonario del Secondo Maestro di San Domenico a preziosissimi Libri d’ore, come quello del Maestro dei tralci dorati proveniente dalla Biblioteca del Museo Correr. Si viaggia nei secoli e si scoprono opere nelle collezioni lagunari molto spesso ignote, come una tavola del XIV secolo di ambito veneto che sarà una vera scoperta per i visitatori (che non l’hanno mai vista esposta) o un trittico di Lazzaro Bastiani di fine Quattrocento, entrambi nelle collezioni civiche. Straordinaria è anche la scelta di opere grafiche, tra cui un nucleo di fogli di Gaspare Diziani, un bel pastello di Rosalba Carriera e un’importante Angelo annunciante di Palma il Giovane, proveniente dai depositi del Museo Correr.
 
Culmine dell’esposizione è comunque il pittore veneziano per eccellenza, Tiziano Vecellio, con la sua Annunciazione prestata dalla Scuola Grande di San Rocco. "Il viaggio di quest’opera verso Mestre – ha ricordato il vicario della Scuola Grande di San Rocco – costituisce un dono ad unire la civiltà del passato con la modernità, affinché la bellezza possa nutrire la speranza per il futuro”. Accanto a questo capolavoro, anzi in dialogo con esso, c’è poi l’Annunciazione di Benvenuto Tisi detto il Garofalo - oggetto di un recente restauro - che per la prima volta lascia la Fondazione Giorgio Cini. Ma non solo: i visitatori potranno ammirare l’Annunciazione di Antonio Canova (1820-1823), prezioso bassorilievo prestato dalla Gipsoteca di Possagno, in dialogo con “Concetto spaziale. Teatrino” di Lucio Fontana. Al centro della scena sono i concetti di luminosità, purezza, mancanza quasi di organicità. In mostra il tema della luce continua nei lavori di Liz Larner, Arthur Duff, Aldo Grazzi e del californiano Barry X Ball che mescolano luce, neon, oro; ma soprattutto appare prepotente in quella che è stata definita la “teologia dei tubi al neon” di Dan Flavin, eccezionalmente in mostra a Mestre.
 
L’esposizione  resterà aperta al pubblico tutti i giorni tranne il lunedì, dal 14 aprile al 2 luglio.

 

 

Per informazioni

www.visitmuve.it/cortocircuito

info@fmcvenezia.it

La mostra Il percorso di visita “Non conosco uomo” di Gabriella Belli “L’Annuncio. La luce” di Luca Massimo Barbero “L’annunciazione Di Tiziano Della Scuola Grande di San Rocco” di Agnese Chiari “Venezia era tutta d’oro” di Elisabetta Barisoni Percorsi guidati per Adulti, Scuole e Famiglie Info e biglietti ATTORNO A TIZIANO. L’annuncio e la luce verso il Contemporaneo. Garofalo, Canova, Fontana, Flavin La mostra Attorno a Tiziano. L'annuncio e la luce verso il Contemporaneo. Garofalo,Canova, Fontana, Flavin Mestre - Centro Culturale Candiani Corto Circuito. Dialogo tra i secoli ATTORNO A TIZIANO. L’annuncio e la luce verso il Contemporaneo. Garofalo,Canova, Fontana, Flavin 14 Aprile – 2 Luglio 2017 Mestre, Centro Culturale Candiani _ Dopo il successo della mostra dedicata a Gustav Klimt e alla sua Giuditta II la rassegna Cortocircuito porta a Mestre due giganti dell’arte italiana, Tiziano e Fontana, messi tra loro in dialogo sul tema dell’Annunciazione, soggetto di grande interesse non solo nella storia dell’iconografia antica ma anche per la sua concettualizzazione contemporanea. Un momento centrale nella storia del Cristianesimo, uno degli attimi decisivi nella storia spirituale dell’umanità. L’Annunciazione – l’incontro soprannaturale tra l’Arcangelo Gabriele e Maria, gioia della nascita del Figlio e al contempo memento della sua morte, un episodio tra cielo e terra che contempla il mistero dell’Assunzione e quella vita tutta terrena che Maria condividerà con il figlio – è al centro della nuova esposizione progettata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia per Mestre, con la straordinaria collaborazione della Scuola Grande di San Rocco. Dopo il successo della mostra dedicata a Klimt e alla sua Giuditta II, ecco un nuovo intenso percorso – curato da Gabriella Belli e Luca Massimo Barbero – che mette in dialogo capolavori dell’arte antica e icone dell’arte contemporanea, valorizzando soprattutto il patrimonio dei Musei Civici, accanto ad alcune straordinarie opere provenienti da collezioni private e dalle più importanti istituzioni veneziane, generosissime nel sostenere il progetto per la terraferma. L’Annuncio, per la sua centralità e per il suo significato, è stato tra i soggetti più indagati nella storia dell’arte, e non solo sacra, di volta in volta adattato al gusto e allo stile delle diverse epoche. Così la mostra, ospitata nelle sale del Centro Culturale Candiani – trasformate dal genio scenografico di Pier Luigi Pizzi – ripercorre, dal 14 aprile al 2 luglio 2017, la vicenda iconografica di questo complesso tema e il visitatore viene portato alla scoperta della sua evoluzione storica, in un dialogo tra passato e presente fatto di cortocircuiti visivi ed emozionali. 21 È il Mercurio alato, Hermes, la preziosa scultura del Giambologna (XVI sec.) proveniente dalle collezioni della Galleria Franchetti, che c’invita ad entrare nella mostra, con un gesto della mano che indica il mondo ultraterreno: il messaggero degli dei della mitologia greca, portatore di sogni ma anche delle anime agli Inferi, non precorre forse l’immagine di quell’angelo che porterà la lieta novella a Maria? Quindi la mostra procede mostrando le fonti più antiche come i preziosissimi fogli miniati e testimonianze rarissime, che vanno dall’Antifonario del Secondo Maestro di San Domenico a preziosissimi Libri d’ore, come quello del Maestro dei tralci dorati proveniente dalla Biblioteca del Museo Correr. Si viaggia nei secoli e si scoprono opere nelle collezioni lagunari molto spesso ignote, come una tavola del XIV secolo di ambito veneto che sarà una vera scoperta per i visitatori (che non l’hanno mai vista esposta) o un trittico di Lazzaro Bastiani di fine Quattrocento, entrambi nelle collezioni civiche. Straordinaria è anche la scelta di opere grafiche, tra cui un nucleo di fogli di Gaspare Diziani, un bel pastello di Rosalba Carriera e un’importante Angelo annunciante di Palma il Giovane, proveniente dai depositi del Museo Correr. Perno e culmine dell’esposizione è comunque il pittore veneziano per eccellenza, Tiziano Vecellio, con la sua Annunciazione prestata dalla Scuola Grande di San Rocco, quel luogo severo e straordinariamente ricco d’arte, dove anche il Doge poté ammirarla in una storica visita rievocata in una tela del Borsato. Accanto a questo capolavoro, anzi in dialogo con esso, ecco l’Annunciazione di Benvenuto Tisi detto il Garofalo – oggetto di un recente restauro- che per la prima volta lascia la Fondazione Giorgio Cini. Il più importante accadimento della storia religiosa occidentale è qui raccontato tra meraviglia e quotidianità come rivelano il cesto dipinto dal Maestro veneziano o lo stipetto pieno di oggetti inserito dal pittore ferrarese nella scena biblica. Con l’Annunciazione di Antonio Canova (1820-1823), prezioso bassorilievo prestato dalla Gipsoteca di Possagno, in dialogo con “Concetto spaziale. Teatrino” di Lucio Fontana, si cambia prospettiva. Luminosità, purezza, mancanza quasi di organicità. “Entrambi sospesi –sottolinea Luca Massimo Barbero – in un silenzio superiore fatto di luce bianca, come talvolta è stato rappresentato l’angelo, essere di luce e portatore di luce divina e dello Spirito”. “Ecco farsi strada – scrive la direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia Gabriella Belli – nella più estrema concettualizzazione dell’idea stessa di annunciazione, la luce come sintesi e simbolo di una spiritualità senza barriere e aperta a ogni Credo, abbagliante come abbagliante dovette essere la Parola che cambiò il corso della storia spirituale occidentale”. Il mistero della luce appare in tutta la sua forza anche nello straordinario Sole in Piazza San Marco, della serie delle “Venezie”, in cui Lucio Fontana traduce concettualmente ciò che evoca in lui la città lagunare e la sua iconica piazza, sede della basilica marciana, luogo splendente per eccellenza. Fontana traduce la materia in luce, in un’esplosione giallo oro punteggiata da piccole pietre preziose, frammenti di vetro che ricordano i mosaici della della basilica. Un’epifania. Nel grande dipinto si condensa tutta la sua poetica: “Io buco – diceva Fontana – passa l’infinito da lì, passa la luce, non c’è bisogno di dipingere”. In mostra il tema della luce continua nei lavori di Liz Larner, Arthur Duff, Aldo Grazzi e del californiano Barry X Ball che mescolano luce, neon, oro; ma soprattutto appare prepotente in quella che è stata definita la “teologia dei tubi al neon” di Dan Flavin, eccezionalmente in mostra a Mestre. Il grande artista americano, protagonista dell’arte minimal e concettuale degli anni Sessanta non a caso ha iniziato la sua vicenda biografica con un lungo periodo trascorso in seminario per diventare gesuita. Dopo aver scoperto il lavoro di Flavin, Giuseppe Panza di Biumo, suo grande estimatore, scrisse: “Fu una rivelazione. Le lampade fluorescenti mi apparivano un nuovo mondo di emozioni da esplorare… Era l’apparizione di un’immagine soprannaturale… Era arte religiosa…la via verso l’assoluto”. Il secondo ‘900 si fa talvolta dissacrante e irriverente. Luigi Ontani in una sua performance (1973) rievoca l’Annunciazione travestendosi come angelo annunziante con il giglio in mano. C’è un’ambiguità canzonatoria e narcisistica in ciò, ma è anche il segno che la spiritualità contemporanea, ormai soggettiva e laica, ha ancora bisogno di confrontarsi con questo evento straordinario, di esplorare attraverso l’arte il mistero dell’Annuncio.

http://www.visitmuve.it/it/corto-circuito-dialogo-tra-i-secoli/attorno-a-tiziano-lannuncio-e-la-luce-verso-il-contemporaneo-garofalo-canova-fontana-flavin/la-mostra/
Corto Circuito. Dialogo tra i secoli ATTORNO A TIZIANO. L’annuncio e la luce verso il Contemporaneo. Garofalo,Canova, Fontana, Flavin 14 Aprile – 2 Luglio 2017 Mestre, Centro Culturale Candiani _ Dopo il successo della mostra dedicata a Gustav Klimt e alla sua Giuditta II la rassegna Cortocircuito porta a Mestre due giganti dell’arte italiana, Tiziano e Fontana, messi tra loro in dialogo sul tema dell’Annunciazione, soggetto di grande interesse non solo nella storia dell’iconografia antica ma anche per la sua concettualizzazione contemporanea. Un momento centrale nella storia del Cristianesimo, uno degli attimi decisivi nella storia spirituale dell’umanità. L’Annunciazione – l’incontro soprannaturale tra l’Arcangelo Gabriele e Maria, gioia della nascita del Figlio e al contempo memento della sua morte, un episodio tra cielo e terra che contempla il mistero dell’Assunzione e quella vita tutta terrena che Maria condividerà con il figlio – è al centro della nuova esposizione progettata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia per Mestre, con la straordinaria collaborazione della Scuola Grande di San Rocco. Dopo il successo della mostra dedicata a Klimt e alla sua Giuditta II, ecco un nuovo intenso percorso – curato da Gabriella Belli e Luca Massimo Barbero – che mette in dialogo capolavori dell’arte antica e icone dell’arte contemporanea, valorizzando soprattutto il patrimonio dei Musei Civici, accanto ad alcune straordinarie opere provenienti da collezioni private e dalle più importanti istituzioni veneziane, generosissime nel sostenere il progetto per la terraferma. L’Annuncio, per la sua centralità e per il suo significato, è stato tra i soggetti più indagati nella storia dell’arte, e non solo sacra, di volta in volta adattato al gusto e allo stile delle diverse epoche. Così la mostra, ospitata nelle sale del Centro Culturale Candiani – trasformate dal genio scenografico di Pier Luigi Pizzi – ripercorre, dal 14 aprile al 2 luglio 2017, la vicenda iconografica di questo complesso tema e il visitatore viene portato alla scoperta della sua evoluzione storica, in un dialogo tra passato e presente fatto di cortocircuiti visivi ed emozionali. 05 È il Mercurio alato, Hermes, la preziosa scultura del Giambologna (XVI sec.) proveniente dalle collezioni della Galleria Franchetti, che c’invita ad entrare nella mostra, con un gesto della mano che indica il mondo ultraterreno: il messaggero degli dei della mitologia greca, portatore di sogni ma anche delle anime agli Inferi, non precorre forse l’immagine di quell’angelo che porterà la lieta novella a Maria? Quindi la mostra procede mostrando le fonti più antiche come i preziosissimi fogli miniati e testimonianze rarissime, che vanno dall’Antifonario del Secondo Maestro di San Domenico a preziosissimi Libri d’ore, come quello del Maestro dei tralci dorati proveniente dalla Biblioteca del Museo Correr. Si viaggia nei secoli e si scoprono opere nelle collezioni lagunari molto spesso ignote, come una tavola del XIV secolo di ambito veneto che sarà una vera scoperta per i visitatori (che non l’hanno mai vista esposta) o un trittico di Lazzaro Bastiani di fine Quattrocento, entrambi nelle collezioni civiche. Straordinaria è anche la scelta di opere grafiche, tra cui un nucleo di fogli di Gaspare Diziani, un bel pastello di Rosalba Carriera e un’importante Angelo annunciante di Palma il Giovane, proveniente dai depositi del Museo Correr. Perno e culmine dell’esposizione è comunque il pittore veneziano per eccellenza, Tiziano Vecellio, con la sua Annunciazione prestata dalla Scuola Grande di San Rocco, quel luogo severo e straordinariamente ricco d’arte, dove anche il Doge poté ammirarla in una storica visita rievocata in una tela del Borsato. Accanto a questo capolavoro, anzi in dialogo con esso, ecco l’Annunciazione di Benvenuto Tisi detto il Garofalo – oggetto di un recente restauro- che per la prima volta lascia la Fondazione Giorgio Cini. Il più importante accadimento della storia religiosa occidentale è qui raccontato tra meraviglia e quotidianità come rivelano il cesto dipinto dal Maestro veneziano o lo stipetto pieno di oggetti inserito dal pittore ferrarese nella scena biblica. Con l’Annunciazione di Antonio Canova (1820-1823), prezioso bassorilievo prestato dalla Gipsoteca di Possagno, in dialogo con “Concetto spaziale. Teatrino” di Lucio Fontana, si cambia prospettiva. Luminosità, purezza, mancanza quasi di organicità. “Entrambi sospesi –sottolinea Luca Massimo Barbero – in un silenzio superiore fatto di luce bianca, come talvolta è stato rappresentato l’angelo, essere di luce e portatore di luce divina e dello Spirito”. “Ecco farsi strada – scrive la direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia Gabriella Belli – nella più estrema concettualizzazione dell’idea stessa di annunciazione, la luce come sintesi e simbolo di una spiritualità senza barriere e aperta a ogni Credo, abbagliante come abbagliante dovette essere la Parola che cambiò il corso della storia spirituale occidentale”. Il mistero della luce appare in tutta la sua forza anche nello straordinario Sole in Piazza San Marco, della serie delle “Venezie”, in cui Lucio Fontana traduce concettualmente ciò che evoca in lui la città lagunare e la sua iconica piazza, sede della basilica marciana, luogo splendente per eccellenza. Fontana traduce la materia in luce, in un’esplosione giallo oro punteggiata da piccole pietre preziose, frammenti di vetro che ricordano i mosaici della della basilica. Un’epifania. Nel grande dipinto si condensa tutta la sua poetica: “Io buco – diceva Fontana – passa l’infinito da lì, passa la luce, non c’è bisogno di dipingere”. In mostra il tema della luce continua nei lavori di Liz Larner, Arthur Duff, Aldo Grazzi e del californiano Barry X Ball che mescolano luce, neon, oro; ma soprattutto appare prepotente in quella che è stata definita la “teologia dei tubi al neon” di Dan Flavin, eccezionalmente in mostra a Mestre. Il grande artista americano, protagonista dell’arte minimal e concettuale degli anni Sessanta non a caso ha iniziato la sua vicenda biografica con un lungo periodo trascorso in seminario per diventare gesuita. Dopo aver scoperto il lavoro di Flavin, Giuseppe Panza di Biumo, suo grande estimatore, scrisse: “Fu una rivelazione. Le lampade fluorescenti mi apparivano un nuovo mondo di emozioni da esplorare… Era l’apparizione di un’immagine soprannaturale… Era arte religiosa…la via verso l’assoluto”. Il secondo ‘900 si fa talvolta dissacrante e irriverente. Luigi Ontani in una sua performance (1973) rievoca l’Annunciazione travestendosi come angelo annunziante con il giglio in mano. C’è un’ambiguità canzonatoria e narcisistica in ciò, ma è anche il segno che la spiritualità contemporanea, ormai soggettiva e laica, ha ancora bisogno di confrontarsi con questo evento straordinario, di esplorare attraverso l’arte il mistero dell’Annuncio. Percorsi guidati per Adulti, Scuole e Famiglie > Vai alla pagina delle informazioni generali: orari, biglietti, percorsi guidati > Leggi gli approfondimenti: “Non conosco uomo” di Gabriella Belli “L’Annuncio. 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