Piccoli Palcoscenici 2017 / Idee e Percorsi

Quattordici piccoli indiani

Mestre Teatro Momo
Giovedì 1 Giugno 2017 - 21:00
 

Grafica
Grafica

Sezione Istituti Superiori: Liceo Statale G. Berto – Mogliano Veneto (TV)

 

autore: Agatha Christie

adattamento: Elisabetta Milisenna, Milena Giurizzato

regia: Elisabetta Milisenna

musiche: Federico Piovesan

scenografia, audio e luci: Berto’s Lab Academy

responsabile del laboratorio: Elisabetta Milisenna

responsabile tecnico: Elisabetta Milisenna

con: Mirna Giurizzato, Jessica Lanza, Aleksandra Pejcic, Laura Tomasi, Alvise Pregnolato, Andrea Berton, Marta De Tomas, Gabriele Pamio, Martina Mustardino, Elisa Bortoletto, Francesco Boggian, Valentina Lucato, Riccardo Siclari, Giada Zancanato, Giulia Busato, Giacomo Pugliese, Francesca Michielan, Nicolò Michielan, Luca Pavan, Beatrice Polido, Anita Marton

durata: 60 minuti

 

 

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Ingresso libero, fino a esaurimento posti
 

Informazioni

Tel. 041 2746157
Fax 041 2746156
 
 

 

Un gruppo di persone molto eterogeneo viene invitato a Skull Island, una piccola isola al largo delle coste inglesi, da un certo signor Owen, proprietario dell'unica abitazione sull'isola. Gli invitati non si conoscono tra di loro e una volta arrivati scoprono che il signor Owen e sua moglie non ci sono. Ad aspettarli vi sono solamente i domestici che, come gli ospiti, non hanno ancora conosciuto i gentili proprietari della villa. Nel grande salone è appesa al muro una filastrocca che recita la storia di quattordici piccoli indiani i quali, uno dopo l'altro, muoiono in modi differenti. Inoltre su un tavolino si trovano le statuine corrispondenti ai quattordici indiani della filastrocca. Dopo cena, mentre i presenti discorrono tra di loro, una voce proveniente da un grammofono li incolpa tutti, inclusi i domestici, di aver commesso un omicidio, citando i nomi delle vittime. Tutti, sconvolti dall'inaspettata voce accusatoria, si discolpano raccontando ognuno la propria vicenda personale. Intrappolate sull’isola, le quattordici persone iniziano ad essere uccise una ad una, seguendo le rime della filastrocca…

Un giallo dal ritmo incalzante, dove l’uso della filastrocca infantile, che dà il titolo all’opera, ribadisce il clima angosciante che la pervade e che si manifesta tra i due poli contraddittori della colpa e dell’innocenza. La stessa filastrocca è un’arma a doppio taglio: aiuta a creare quell’atmosfera magica e surreale, quella regressione infantile verso una vacanza nell’irrazionale, e allo stesso tempo scandisce, con il suo ritmo inesorabile, la minaccia di morte che incombe su ciascun personaggio.


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